Cosa facciamo?

Cosa facciamo?

Sapianta è un progetto agricolo integrato che nasce da competenza, trasparenza e visione di lungo periodo.
Coltiviamo piante da frutto e colture agricole e trasformiamo parte del raccolto in prodotti alimentari curati, seguendo una filiera unica e tracciabile — dalla radice al piatto.
Fondata da un’ingegnere con un background nel settore automotive, Sapianta applica metodo, controllo di processo e rigore tecnico all’agricoltura, unendo conoscenza tradizionale e approccio scientifico.
Ogni scelta è guidata da precisione agronomica, rispetto della materia prima e responsabilità produttiva.
Collaboriamo con professionisti, botteghe specializzate e consumatori consapevoli che cercano qualità, tracciabilità e chiarezza, non scorciatoie né slogan.
In questa pagina racconteremo il nostro lavoro, i nostri processi e il nostro percorso, in modo aperto e concreto.
Sapianta. La scelta sapiente.

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FAQs - Domande Frequenti

Quando serve il passaporto fitosanitario delle piante?

Serve per tutte le piante destinate alla piantagione che circolano nell'Unione Europea tra operatori professionali, e serve sempre nella vendita a distanza, quindi anche quando un privato acquista online, per telefono o con consegna tramite corriere. Non è invece richiesto sulla singola pianta quando il consumatore finale acquista di persona presso il vivaio.

Cosa c'è scritto sul passaporto delle piante?

L'etichetta riporta la bandiera dell'Unione Europea, la dicitura "Passaporto delle piante" con la traduzione inglese "Plant Passport" e quattro elementi identificati da lettere: A, il nome botanico della specie, B, la sigla dello Stato membro e il codice RUOP dell'operatore che lo emette, C, il codice di tracciabilità del lotto, D, il Paese di origine. Se mancano questi quattro elementi non è un passaporto, è un cartellino commerciale.

Il passaporto delle piante serve anche ai privati?

Sì, ogni volta che l'acquisto avviene a distanza. Se ordini un albero da frutto su un e-commerce, la pianta deve arrivarti accompagnata dal passaporto fitosanitario, applicato sulla pianta, sull'imballaggio o sul documento di trasporto. Se invece ritiri la pianta di persona in vivaio il passaporto sulla singola pianta non è obbligatorio, ma il vivaio deve comunque essere iscritto al RUOP e garantire la tracciabilità dei lotti.

Cosa cambia se la pianta è destinata a una zona protetta?

Serve il passaporto in versione ZP, riconoscibile dalla dicitura "Passaporto delle piante ZP" seguita dal nome dell'organismo nocivo da cui quel territorio è tutelato, ad esempio Erwinia amylovora per il colpo di fuoco batterico delle Rosacee. La pianta deve provenire da un'area indenne. L'elenco delle zone protette viene aggiornato dai regolamenti europei, quindi va verificato sul sito del Servizio fitosanitario regionale prima di programmare l'impianto.