🌱 La nostra visione

🌱 La nostra visione

Crediamo in un’agricoltura che non semplifica, ma chiarisce.
Che non corre dietro ai volumi, ma costruisce valore nel tempo.

Per Sapianta, produrre significa conoscere ogni fase della filiera: dalla pianta al frutto, dalla trasformazione al prodotto finito.
Significa fare scelte misurabili, tracciabili, spiegabili.

Applichiamo metodo, controllo di processo e rigore tecnico a un settore che troppo spesso viene raccontato solo in modo emotivo.
Per noi, innovare non vuol dire snaturare la tradizione, ma renderla più solida, leggibile e responsabile.

La nostra visione è semplice, ma impegnativa:
un’agricoltura integrata, trasparente, in cui ogni decisione ha una radice e ogni prodotto una storia verificabile.

Sapianta. La scelta sapiente.

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FAQs - Domande Frequenti

Quando serve il passaporto fitosanitario delle piante?

Serve per tutte le piante destinate alla piantagione che circolano nell'Unione Europea tra operatori professionali, e serve sempre nella vendita a distanza, quindi anche quando un privato acquista online, per telefono o con consegna tramite corriere. Non è invece richiesto sulla singola pianta quando il consumatore finale acquista di persona presso il vivaio.

Cosa c'è scritto sul passaporto delle piante?

L'etichetta riporta la bandiera dell'Unione Europea, la dicitura "Passaporto delle piante" con la traduzione inglese "Plant Passport" e quattro elementi identificati da lettere: A, il nome botanico della specie, B, la sigla dello Stato membro e il codice RUOP dell'operatore che lo emette, C, il codice di tracciabilità del lotto, D, il Paese di origine. Se mancano questi quattro elementi non è un passaporto, è un cartellino commerciale.

Il passaporto delle piante serve anche ai privati?

Sì, ogni volta che l'acquisto avviene a distanza. Se ordini un albero da frutto su un e-commerce, la pianta deve arrivarti accompagnata dal passaporto fitosanitario, applicato sulla pianta, sull'imballaggio o sul documento di trasporto. Se invece ritiri la pianta di persona in vivaio il passaporto sulla singola pianta non è obbligatorio, ma il vivaio deve comunque essere iscritto al RUOP e garantire la tracciabilità dei lotti.

Cosa cambia se la pianta è destinata a una zona protetta?

Serve il passaporto in versione ZP, riconoscibile dalla dicitura "Passaporto delle piante ZP" seguita dal nome dell'organismo nocivo da cui quel territorio è tutelato, ad esempio Erwinia amylovora per il colpo di fuoco batterico delle Rosacee. La pianta deve provenire da un'area indenne. L'elenco delle zone protette viene aggiornato dai regolamenti europei, quindi va verificato sul sito del Servizio fitosanitario regionale prima di programmare l'impianto.